Può una vicenda penale che riguarda una società partner, avere conseguenze dirette sull’altra società?
Si. Anche quando si tratta di un Consorzio nazionale, nello specifico del Co.Re.Pla.
E’ di pochi giorni fa la notizia che il Co,Re.Pla è stato sottoposto alla misura dell’amministrazione giudiziaria nell’ambito di una vicenda per presunta gestione illecita di rifiuti plastici da parte di una società che fa parte della filiera della selezione e del riciclo.
Co.Re.Pla, che non risulta indagata nel procedimento penale, sarebbe colpevole di una agevolazione colposa delle attività dell’indagata, e di un omesso controllo delle attività di gestione dei rifiuti trattati.
L’amministrazione giudiziaria nell’ambito dei reati ambientali, è stata introdotta col decreto Terra dei Fuochi, ed ha conseguenze pratiche nell’operatività delle aziende, perché la sottopone ad una gestione esterna che ha il compito di affiancare la gestione ordinaria, aumentando e adeguando i controlli interni.
In questo caso, il Tribunale, nell’applicazione della misura dell’amministrazione straordinaria su Co.Re.Pla, ha sostanzialmente “sanzionato” il controllo superficiale delle operazioni svolte dalla società partner, così come sulla sua organizzazione e operatività, e di non aver assunto iniziative tempestive e adeguate per evitare il rischio di una gestione poco corretta dei rifiuti trattati dalla società della filiera. Una sorta di “culpa in vigilando” per il consorzio, che si vede così sottoposto a una misura di controllo esterna per evitare il ripetersi di episodi simili.
Anche in questo caso, fondamentale diventa il modello di gestione 231 che può limitare o eliminare del tutto le conseguenze negative di queste vicende anche quando sono conseguenza di comportamenti di terzi, oppure di mancato controllo sulle società partner.
Trattandosi di un periodo estremamente complesso per il settore del riciclo della plastica, speriamo che questa vicenda non abbia ulteriori ripercussioni sul settore.
Avv. Mariagrazia Chianura
