La raccolta differenziata del vetro è davvero l’opzione migliore?

A hand painted green holds a fresh plant sprout against a light background, symbolizing growth and sustainability.

Gli imballaggi sono da tempo nel mirino delle politiche UE per la sostenibilità: ne produciamo troppi e in troppi casi ancora da materiale vergine.

E il vetro? Il vetro ha il vantaggio di poter essere riciclato praticamente all’infinito. Il Co.Re.Ve (Consorzio Recupero Vetro) ha comunicato dati incoraggianti per il 2025, con 2,15 mln di tonnellate di rifiuti di vetro avviati a recupero, e 2,4 mln di tonnellate di CO2 evitate. Tutto bene allora?

Il recupero del vetro prevede diverse fasi: raccolta, trasporto, stoccaggio, cernita e triturazione, avvio in vetreria per la produzione di nuovi prodotti. Tutte fasi che comportano un dispendio di energia e un peso dal punto di vista ambientale. Necessario direbbe qualcuno.

C’è però una pratica che è ancora più necessaria del riciclo: il vuoto a rendere. Come si faceva decenni fa, la restituzione della bottiglia al negozio, il quale provvedeva a restituirle al produttore iniziale che dopo un trattamento di pulizia e sanificazione, le riutilizza esattamente per lo stesso scopo. Meno trasporti, meno passaggi, meno lavorazioni: una pratica certamente ancora più sostenibile del riciclo a seguito di raccolta differenziata. Che ne pensate?

Avv. Mariagrazia Chianura

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Avv. Mariagrazia Chianura

Avvocato Specializzato in sviluppo sostenibile e cambiamento climatico.